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Il CNCA aderisce allo sciopero generale indetto dalla CGIL

L’intervento di Don Zappolini alla manifestazione di Roma

Porto a questa manifestazione il saluto e l’adesione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza … dei 250 gruppi che in tutta Italia da quasi 30 anni si affiancano con migliaia di servizi alla fatica ed alle difficoltà delle persone.
Porto a voi la passione civile e sociale che ci anima e che ci fa essere oggi con CGIL, con voi nelle piazze d’Italia a manifestare, a dire basta a questa continua aggressione ai diritti delle persone portata avanti dal Governo!

Voglio condividere prima di tutto con voi il profondo senso di smarrimento degli operatori sociali:
 persone che in questi ultimi venti anni hanno contribuito a costruire quel sistema dei servizi intorno alla centralità del servizio pubblico, sistema contro il quale il Governo cerca oggi sostituire i diritti con l’elemosina e il servizio pubblico con la risposta privata;
 persone competenti, capaci di costruire reti, che hanno fatto del lavoro sociale la scelta professionale della loro vita e che si sentono tradite.

Ma ciò che si respira nel Paese è oggi soprattutto un grande senso di abbandono: sempre più persone sono scivolate nella povertà, sempre più sono vulnerabili, periferie sociali che si allargano rendendo sempre più evidente la forbice fra i pochi grandi ricchi ed i molti poveri.
Quanti volti, quante richieste di aiuto restano senza risposta! Un’Italia sempre più egoista ed indurita mette ai margini le persone più deboli!
Questo è il nostro sguardo, da qui siamo partiti per essere con convinzione e con forza oggi in piazza con la CGIL a dire basta!

Davanti ad un Paese che scivola sempre di più nella povertà come reagisce il Governo? Con politiche di aiuto, di protezione del potere di acquisto o di sviluppo? No! Con il taglio dello stato sociale … un taglio dell’ 80% negli ultimi quattro anni!
Si aggredisce la scuola pubblica, si azzera il fondo per la non autosufficienza, si indeboliscono sempre più gli organici dei servizi pubblici, si portano alla chiusura risposte di prossimità e di cura attive da anni … e poi si spendono 14 miliardi per comprare i cacciabombardieri!
I soldi che si tolgono ai poveri vanno ad ingrassare le grandi ricchezze, con una crudeltà che lascia inorriditi. Sono come sciacalli che vanno dopo un terremoto a rubare nelle case della gente, a stuprare e violentare!
Occorre reagire a questo imbarbarimento e riaccendere nel Paese quella stessa forte reazione che sessanta anni fa provocò la resistenza al fascismo: una resistenza che oggi deve essere culturale, capace di ricostruire valori e senso del bene comune, una resistenza che pensa possibile il cambiamento! … che “forza la notte per anticipare l’alba”!

Occorre perciò, cari compagne e compagni, fare rete, unire le forze più vive della società: non possiamo pensare di farcela da soli: un’alleanza forte fra operatori sociali e lavoratori, fra giovani e pensionati, sindacato e terzo settore.
Così è il Roma Social Pride, che ha marciato stamani con noi, e sta portando avanti da mesi la difesa del lavoro sociale ed dei diritti delle persone qui a Roma, resistendo al tentativo della sua distruzione e all’azzeramento della competenza di tanti operatori sociali.
In questi ultimi anni stanno sorgendo importanti cartelli, nei quali la presenza del sindacato è un grande punto di forza e che si pongono come interlocutori della politica e soprattutto punti di riferimento per le persone.
La Campagna I diritti alzano la voce ci chiama tutti a ritrovarci ancora il prossimo 23 giugno qui a Roma con un presidio davanti al Parlamento mentre in tutta Italia si manifesterà per dare voce a tutte quelle persone che sono schiacciate e calpestate nella loro dignità. Dovremo essere come oggi in tanti!

La nostra rabbia deve diventare un più forte impegno: anche nella fatica non vogliamo smarrire il sogno, l’idea del cambiamento.
Accendere luci nella notte per forzare l’aurora a nascere!
Questa piazza e tutte le piazze oggi piene di gente devono essere segni di speranza, luci che si accendono nella notte del degrado etico e culturale del nostro Paese.

Roma, 6 maggio 2011
Don Armando Zappolini

Il Comunicato Stampa di adesione del Cnca allo sciopero generale.

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