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La Giornata della Memoria: ricordare l’orrore

Vigilare sulla ricorrente ricerca di capri espiatori

Il CNCA partecipa a quell’azione essenziale della memoria che non è solo ricordo del passato, ma insegnamento per il futuro. Questo, infatti, dovrebbe essere il senso della Giornata della Memoria, che si celebra oggi nel nostro come in molti altri Paesi.

La Shoà, la pianificazione dello sterminio del popolo ebraico, rimane un evento centrale per comprendere la nostra storia, per rintracciarvi quelle tracce di odio e di manipolazione delle coscienze che spesso sono riscontrabili nelle vicende umane, anche se mai, fino ad ora, con così tanta, organizzata, disumanità.

Una tragedia, quella della Shoà, che chiama in causa il nostro Paese assai più di altri. La vergogna delle Leggi razziali e del campo di concentramento di Fossoli, della deportazione degli ebrei, ha riguardato proprio noi italiani, che “brava gente” non sempre siamo stati, non sempre siamo.

Il CNCA condivide l’esigenza di tenere alta la guardia nei confronti di un antisemitismo che non si riesce ad estirpare, fenomeno tanto irrazionale quanto radicato nella mente di persone che non vogliono rinunciare ai peggiori pregiudizi e alla tentazione del capro espiatorio. Gli episodi di intolleranza nei confronti degli ebrei, infatti, continuano a essere numerosi in Europa e nella stessa Italia.

Ma la Giornata della Memoria ci ricorda anche altri capri espiatori – come gli omosessuali e i rom – che ugualmente furono perseguitati e internati, in nome di una violazione della cosiddetta “normalità”. Diversi passibili di violenza e assassinio, perseguitabili senza che ciò sembrasse immorale, degno di condanna.

Nei tempi difficili che stiamo vivendo, e che forse ancor più duri saranno tra non molto, per una crisi economica che si annuncia davvero grave, si vedono piuttosto chiari i segni di una rinnovata “caccia al colpevole”, indicato come causa di tutti i mali, a cui contribuiscono anche coloro che, invece, dovrebbero indirizzare gli animi e le menti verso propositi e progetti sensati ed eticamente retti. Anzi, forse proprio l’assenza di progetto, il vuoto delle idee e dei programmi, spinge tanti esponenti della politica a indicare un nemico invece che ad affrontare i problemi che abbiamo di fronte.

La nostra Federazione ricorda, e non smetterà di vigilare affinché l’intolleranza verso la diversità, i pregiudizi sulla “normalità”, la sempre ricorrente ricerca del capro espiatorio non si traducano in violenza – morale, fisica, strutturale – contro chi è più debole, indifeso.

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