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Lazio, le priorità della regione per il Social Pride

Presentate oggi in vista delle prossime elezioni regionali

La rete di organizzazioni e operatori sociali laziali Social Pride – a cui aderisce anche il CNCA Lazio – ha presentato oggi un documento sulle “priorità regionali” in vista delle prossime elezioni.

Qui sotto il testo completo.

LE PRIORITA’ REGIONALI

Le condizioni materiali degli operatori, i bisogni non soddisfatti degli utenti, la precarizzazione delle organizzazioni del Terzo Settore, i tagli progressivi alle risorse disegnano un quadro di estrema precarietà e decadenza del sistema dei servizi e delle prestazioni sociali che, collegato alla condizione del sistema sanitario regionale, rappresentano la vera sfida per chiunque voglia occuparsi del governo della Regione Lazio.

Il Social Pride vuole esplicitare le proprie preoccupazioni e sottoporre all’attenzione dei soggetti interessati, dei cittadini e dei futuri decisori politici, le più evidenti priorità per una gestione futura della Regione Lazio.

Ecco i “titoli” delle scelte prioritarie che consideriamo strategiche in vista della nuova consiliatura: 

Riaprire lo spazio pubblico  alla trasparenza e alla partecipazione

Ridare prestigio e dignità alle istituzioni pubbliche, intese come articolazioni amministrative delle funzioni pubbliche affidate dal popolo sovrano allo Stato, affrontando il tema della cosiddetta “De – burocratizzazione generalizzata” (Edgar Morin) che contrasti le derive di centralizzazione, gerarchizzazione e specializzazione delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni.

Dare centralità al popolo sovrano attraverso l’attuazione di forme di controllo e partecipazione  diffuse creando un nuovo equilibrio tra rappresentanza e partecipazione diretta.

Proposte:

  • Rimodulazione delle funzioni degli eletti prevedendo sistemi di verifica e revoca del mandato da parte degli elettori nei confronti degli eletti e dell’apparato amministrativo gestionale;
  • Difendere la “prossimità” tanto nei servizi quanto in tema di protagonismo e partecipazione: meno soldi ai consiglieri e aumento dei rappresentanti!
  • attivare e sostenere forme di partecipazione nel rapporto tra cittadini e enti locali;
  • riconoscere il diritto di cittadinanza per i figli degli stranieri che nascono nel territorio italiano e il diritto di voto ai migranti nelle consultazioni elettorali locali;
  • revedere le norme relative al riconoscimento e funzionamento delle forme di libera organizzazione della società civile (associazionismo, volontariato, cooperazione);
  • promuovere nuove forme di gestione innovativa dei beni comuni e dei beni pubblici da parte dei cittadini
  • abolire e/o ridimensionare le funzioni attuative delle società regionali a cominciare dalla holding Sviluppo Lazio, salvaguardando i livelli occupazionali
  • pubblicizzare e semplificare della lettura dei bilanci della Regione, delle Aziende Sanitarie e di ogni altro organismo finanziato.

Investimenti pubblici, tassazione progressiva e protezione sociale:  le entrate e le uscite statali e regionali

“La diffusione del welfare state, dalla fine del XIX secolo a oggi, non ha ostacolato l’economia ma ha stimolato una crescita più equilibrata “ (Peter Lindert)

Proposte:

  • Dare funzione strategica delle politiche di bilancio, rivendicare un trasferimento della tassazione dallo Stato verso le Regioni e rifiutare la centratura della tassazione sulla sola IRAP che, al momento finanzia di fatto il sistema sanitario regionale.
  • riformare l’addizionale IRPEF regionale rendendola proporzionale e progressiva,
  • contrastare l’evasione fiscale, destinando i fondi recuperati alla spesa sociale.
  • il settore delle politiche sociali essendo un settore di primaria importanza deve stare fuori dal “patto di stabilità” e da rigidi vincoli di bilancio!
  • attivare un sistema virtuoso di pagamenti regolari da parte del pubblico
  • considerare valore (e risorse) sia il singolo che  le formazioni sociali  a cui fa riferimento la nostra Costituzione, facendoli concorrere all’ampliamento delle risorse, sotto un’unica regia di  governo, programmazione e pianificazione delle  Regione.
  • pensare la Regione Lazio come Regione d’Europa e programmare con l’Europa l’utilizzo delle risorse e delle potenzialità di interrelazione tra le diverse regioni europee.

Sistema legislativo specifico  da riformare

Proposte:

  • approvare entro sei mesi la nuova legge quadro regionale sul sistema sociale e socio sanitario.
  • stabilire il Fondo regionale delle Politiche sociali, definito dalla legge 328/2000, con definizione dei livelli essenziali di assistenza .
  • costituire i Distretti territoriali integrati,
  • Rivedere i criteri di accreditamento dei servizi e interventi sociali e socio sanitari
  • Attivare una legislazione regionale per la difesa e la gestione dei beni comuni
  • Rivisitare le figure professionali del sociale e i sistemi di gestione della formazione professionale realizzando i programmi europei di certificazione delle competenze acquisite in ambito non formale.

Riduzione dell’assistenzialismo, aumento della coesione sociale

Proposte:

  • Superare l’approccio di tipo assistenzialistico che relega le persone in situazioni di disagio ad oggetto dell’intervento.
  • Uscire dall’approccio emergenziale (freddo, nomadi, casa) di controllo e contenimento dei fenomeni che poco incide sui cambiamenti strutturali e di comportamento.
  • Superare i “servizi alla persona” integrandoli con azioni di intervento comunitario capace di riattivare i legami sociali e le risorse delle comunità sperimentare nuove forme di abitare, azioni di integrazione socio-lavorativa
  • Sperimentare progetti di sviluppo locale in grado di far collaborare i tre settori pubblico, profit e no profit.
  • Inserire clausole sociali nei bandi di gara, acquisti socialmente responsabili degli enti locali
  • Monitorare la qualità degli affidamenti al Terzo Settore per la dignità del lavoro sociale
  • Finanziare la ristrutturazione dei Beni, Pubblici o confiscati alla criminalità, per scopi sociali.
  • Approvare una legge regionale sull’agricoltura sociale in grado di sostenerne l’espansione.
  • Attuare una giusta misura di lotta alla povertà e alla precarietà.
  • Censire locali e terreni non in uso, per realizzare istallazioni di co-working.

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