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Migranti dispersi nel canale di Sicilia, il Governo italiano risponda alle famiglie

Romdhani: “Istituire una commissione di inchiesta italo-tunisina”

 CNCA – Un ponte per – Caritas Italiana – CGIL

COMUNICATO STAMPA

Migranti dispersi nel canale di Sicilia,
il Governo italiano dia risposte alle famiglie
Messaoud Romdhani (Forum tunisino per i diritti economici e sociali):
“Istituire una commissione d’inchiesta italo-tunisina”


Roma, 16 gennaio 2014

“Sui migranti dispersi nel canale di Sicilia va istituita una commissione d’inchiesta italo-tunisina. Questa commissione dovrebbe essere formata dai rappresentanti non solo dei rispettivi Governi, ma anche delle famiglie e della società civile. E vanno realizzati sistemi di soccorso comuni tra le due sponde del Mediterraneo.” A parlare così è Messaoud Romdhani, membro fondatore del Forum tunisino per i diritti economici e sociali (FTDES, vedi scheda allegata), una delle più importanti reti della società civile tunisina, nonché vicepresidente della Lega tunisina per i diritti umani, che ha partecipato oggi a una conferenza stampa promossa da CNCA, Un ponte per, Caritas Italiana e CGIL.
L’incontro ha inteso porre all’attenzione del Governo italiano una questione di umanità prima ancora che politica: perché l’Italia non fornisce alle famiglie dei dispersi e alle associazioni tunisine che le sostengono le informazioni di cui dispone sulle persone scomparse nel tentativo di giungere nel nostro paese via mare? Il FTDES stima i dispersi nel solo 2011 in circa 1.300-1.500 (300 sono i nomi forniti dalle famiglie stesse), uomini, donne, bambini di cui i loro familiari non sanno più niente. Una condizione di sofferenza e di angoscia a cui le istituzioni dovrebbero dare una risposta, per quanto in loro potere.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per contestare sia la politica per i migranti dell’Unione europea sia la legge Bossi-Fini, ambedue approcci di carattere difensivo, tesi a contenere e reprimere piuttosto che a integrare e valorizzare.
“Voglio difendere una politica migratoria diversa, umana”, ha continuato Romdhani. “Oggi notiamo che, nonostante l’indurimento della politica migratoria europea, nonostante Frontex e l’intolleranza verso il diritto all’asilo, sempre più persone prendono il mare, rischiando la vita. Da qui la necessità di un’altra politica, della cooperazione tra i paesi del Sud e del Nord del Mediterraneo che condividono lo stesso spazio, uno spazio dove ci sono sempre stati scambi economici e culturali, ma anche umani. Sui respingimenti e le espulsioni, poi, ricordo ai nostri amici italiani che in Tunisia non è previsto il diritto di asilo. Noi, società civile tunisina, lottiamo per questo diritto. Di conseguenza, la Tunisia non può assicurare – per il momento – la protezione delle persone considerate in uno stato di pericolo nel loro paese di origine.”
“È sempre più necessario e urgente un cambio di prospettiva radicale”, ha dichiarato don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA). “Bisogna assicurare dignità e rispetto alle persone in fuga da fame e guerre. Le politiche vanno elaborate a partire da questo principio elementare. E abbiamo, a questo proposito, molti anni di vergogna da recuperare.”
“È inutile fare cooperazione internazionale oggi se non riteniamo centrale la questione dei diritti umani nei paesi in cui operiamo e nel nostro stesso paese”, ha affermato, per parte sua, Domenico Chirico, direttore di Un ponte per. “Per questo senza un’alleanza tra gruppi di società civile ogni sforzo di solidarietà nel Mediterraneo rischia di essere solo una stampella agli accordi commerciali e al controllo e alla militarizzazione delle frontiere”.
“La CGIL sin dal nascere della primavera araba sta lavorando insieme al sindacato tunisino per la costruzione di una rete di assistenza, informazione e tutela dei sindacati del Mediterraneo rivolta ai migranti”, ha spiegato Piero Soldini, responsabile Immigrazione della CGIL. “Ci sono state tappe significative di questo lavoro sia al Social Forum mondiale di Tunisi sia alla sede dell’OIL di Torino. Proseguiremo con determinazione questo progetto perché dobbiamo impedire con tutte le nostre forze che si disperdano vite umane nel percorso migratorio.”

Nel corso della conferenza stampa il CNCA ha presentato la “Lettera da Tunisi” (vedi allegati), un documento in cui si dà conto del viaggio nel paese mediterraneo organizzato dalla Federazione nel settembre 2013, che ha permesso di incontrare tanti esponenti della società civile tunisina e di fare il punto con loro sia sulla situazione della Tunisia e dell’area del Mediterraneo sia sulla questione dei migranti tra Europa meridionale e Maghreb.

Scarica:
“Lettera da Tunisi” – testo completo
“Lettera da Tunisi” – scheda
Scheda sul Forum tunisino per i diritti economici e sociali (FTDES)

Info:
Mariano Bottaccio – Responsabile Ufficio stampa
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
tel. 06 44230395/44230403 – cell. 329 2928070 – email: ufficio.stampa@cnca.it
www.cnca.it

 

 

 

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