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Minori stranieri non accompagnati, siamo ancora all’emergenza?

Marelli: “I costi attuali per l’accoglienza maggiori di quanto si spenderebbe creando un sistema strutturato”

COMUNICATO STAMPA

Minori stranieri non accompagnati, siamo ancora all’emergenza?
Marelli: “I costi attuali per l’accoglienza maggiori di quanto si spenderebbe
creando un sistema strutturato e permanente”

Roma, 18 aprile 2014

Con l’arrivo della primavera si ritorna a parlare di “emergenza” in merito alle persone straniere che arrivano sul nostro territorio via mare. Un allarme che non trova più alcuna giustificazione e che dovrebbe, piuttosto, tradursi nella costruzione di un sistema pianificato di accoglienza, in particolare per ì minorenni non accompagnati.

“I minori stranieri non accompagnati”, dichiara Liviana Marelli, responsabile Infanzia, adolescenza e famiglie del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), “sono particolarmente esposti al rischio di mercificazione, soprattutto le ragazze e i bambini in tenera età, spesso vittime di ricatti anche a causa delle situazioni debitorie contratte dalle famiglie per sostenere il costo del viaggio. Con l’attuale ’emergenza’ c’è il rischio fondato di accogliere i minori in strutture non adeguate. Non si possono ospitare centinaia di ragazzi in palestre e luoghi poco idonei. E c’è la preoccupazione che l’emergenza immigrati si trasformi in un affare economico senza alcun percorso educativo rispettoso delle culture di provenienza.”

“I costi che si sostengono con l’attuale sistema sono probabilmente superiori ai costi di un’accoglienza pianificata e programmata”, nota Marelli. Per questo noi proponiamo di attivare stabilmente centri di pronta accoglienza, nei comuni con maggiore affluenza di migranti, riservati ai minori con l’obiettivo di offrire ospitalità, accudimento, adeguata assistenza sanitaria e corretta identificazione, con una permanenza massima di 30 giorni; trasferire i minori in idonee comunità autorizzate, garantendo una riserva di posti non superiore al 50% dell’accoglienza massima, evitando così l’apertura di strutture ghettizzanti riservate ai soli minori stranieri; garantire l’acquisizione del permesso di soggiorno per minore età o per asilo politico entro i primi sei mesi dall’arrivo in Italia, così da promuovere un progetto educativo individualizzato con l’attivazione di risorse formative-lavorative e/o, su richiesta del minore, un trasferimento in altra nazione europea; definire una retta congrua a livello nazionale, a carico del Ministero dell’Interno.”

pdfScarica la lettera inviata dal CNCA alle Istituzioni e la nota sulla questione redatta dal CNCA Sicilia

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