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Ortaggi e piante aromatiche per lasciarsi alle spalle guerra e fame

A Pisa uno dei primi mercati a filiera corta dei migranti contadini. Un’iniziativa della cooperativa Arnera e dell’associazione Orti Pisani

A Pisa uno dei primi mercati agricoli dei migranti. Migranti in fuga da fame e guerre hanno venduto verdure e piante aromatiche di propria produzione ai consumatori nell’ambito del mercato di Campagna Amica di Coldiretti, fianco a fianco ai produttori agricoli locali. L’iniziativa – che si è svolta sabato 12 marzo ed è continuata per diversi giorni nel mese di aprile durante la rassegna “Agrifiera” nel Comune di San Giuliano Terme – è il frutto di un progetto nato nel luglio 2015 in seguito alla firma di un protocollo d’intesa tra la Cooperativa sociale Arnera (organizzazione del CNCA Toscana), l’associazione Orti Pisani onlus, la Società della Salute di Pisa, il Comune di San Giuliano Terme e la Coldiretti.

Sono 18 i migranti, principalmente provenienti dal corno d’Africa, tra i 18 e 25 anni, protagonisti del progetto e del mercato che è stato un primo positivo esempio di integrazione attiva nell’agricoltura a filiera corta. I migranti hanno partecipato ad un corso di formazione di introduzione alle tecniche agricole, per fare successivamente pratica nei terreni incolti o abbandonati messi a disposizione gratuitamente dal Parco di San Rossore e da alcune aziende locali. Il ruolo degli educatori della Coop. Arnera è stato quello di supportare i migranti/allievi dal punto di vista motivazionale, burocratico e logistico. Il ruolo dell’Associazione Orti Pisani – oltre alla possibilità di presentare e vendere i prodotti del lavoro dei migranti nel contesto di uno dei più importanti mercati toscani della filiera corta di Campagna Amica della Coldiretti – è stato quello di formare i ragazzi, anche sotto il profilo tecnico della costruzione di impresa e aiutarli negli interventi di recupero e messa a dimora dei terreni agricoli che da lì a poco sarebbero andati a coltivare.

Un domani, si spera non troppo lontano, potranno essere imprenditori o lavoratori agricoli e proporre i prodotti del loro lavoro ai mercati o alle aziende agricole. Il duplice obiettivo è stato quello di costruire per loro un solido percorso lavorativo nell’agricoltura locale e di sviluppare la filiera corta e la tutela del territorio attraverso il recupero di terreni attualmente incolti o semi abbandonati.

Questo progetto ha destato grande interesse nella stampa nazionale e sui media ed è stato perfino riportato da una televisione nazionale cinese che ne ha dato ampio risalto (v. link http://tv.cctv.com/2016/04/30/VIDEBhEjTsf4EWKiV2VOBiMd160430.shtml). E’ questo un chiaro segnale che proviene dalle organizzazioni socie del CNCA: l’integrazione si costruisce non con pratiche “assistenzialistiche e caritatevoli” (come ne vediamo molte in giro), ma fornendo ai migranti gli strumenti base per costruire una propria dignitosa autonomia di vita. Formazione, apprendimento della lingua, avvio al lavoro, supporto motivazionale e psicologico per affrontare le fatiche del cambiamento sono le parole chiave che stanno guidando gli operatori della Coop. Arnera e di tante altre organizzazioni del CNCA Toscana nel far fronte a quella che non dobbiamo più chiamare emergenza, ma piuttosto un fenomeno epocale da cui non si torna indietro e che potrà solo servire a migliorarci tutti quanti.

(Articolo a cura del CNCA Toscana)

 

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