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Più di 200 persone alla tappa conclusiva del percorso ‘La strategia dell’Alkekengi’

L’evento, organizzato dal Gruppo Reti Famiglie Aperte del CNCA Veneto, inizia domani

Tutto pronto per la tappa conclusiva del percorso “La strategia dell’Alkekengi”, che si svolgerà presso l’Oasi di Ca’ Roman (VE) da domani fino all’11 settembre 2106.

Il percorso, ideato dal Gruppo Reti Famiglie Aperte del CNCA Veneto con la supervisione del prof. Mauro Ferrari, docente presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, Università Cà Foscari di Venezia, rientra in un progetto più ampio denominato Laboratorio Cittadini Accoglienti. Il laboratorio è nato dalla volontà e dalla passione che le reti di famiglie accoglienti hanno voluto investire, sperimentando un percorso di elaborazione partecipato e condiviso. Un vero e proprio progetto di ricerca, un laboratorio, attraverso il confronto e la messa in connessione di pensieri e saperi con l’obiettivo di coinvolgere tutti coloro che si adoperano a vario titolo per costruire città più vivibili per tutti e che sperimentano l’accoglienza in varie forme a da diversi ‘punti di vista’.

Nelle varie edizioni dell’evento che ha trovato in Ca’Roman il luogo ideale per l’incontro e il confronto, il cerchio si è allargato al coinvolgimento di nuovi attori. Con il presupposto che per comprendere le ‘nuove Città’ alla luce dei cambiamenti sociali e tentare di trovare parole nuove per descrivere e vivere tali cambiamenti era necessario convocare chi queste Città le vive e individuare spazi di ascolto reciproco.

Si ritroveranno per la ‘tre giorni’ più di 200 persone, provenienti dal Veneto, ma anche dalle regioni confinanti, Emilia Romagna, Lombardia e Trentino Alto-Adige. Famiglie che hanno sperimentato l’accoglienza aprendo le porte della propria casa alle fragilità assieme a famiglie che per vicissitudini della vita hanno dovuto affrontare la separazione dai propri figli. Operatori dei servizi pubblici di tutela dei minori e dei centri per l’affido assieme ai ragazzi che l’affido lo vivono quotidianamente sulla loro pelle. Al centro ci saranno le storie, che proprio come il frutto dell’alkekengi è racchiuso e contenuto dagli ‘sguardi’ delle sue facce che lo avvolgono, così le stesse sono avvolte e protette dagli sguardi dei diversi attori coinvolti.

Durante la giornata del sabato si darà vita ad un laboratorio che coinvolgerà tutti gli adulti presenti, dove attorno a una narrazione condivisa ciascuno potrà portare il proprio punto di vista, ma anche imparare a mettersi nei panni dell’altro e invertire così la prospettiva. La modalità prescelta è quella del confronto partecipato, dove non ci sono relatori e gerarchie; ogni contributo avrà la medesima possibilità di esprimersi. Anche i ragazzi presenti, con esperienza di affido e comunità e figli naturali delle famiglie affidatarie, assieme saranno impegnati in un analogo laboratorio ove potranno esprimere e raccontare ai ‘grandi’ il proprio fondamentale punto di vista. Sono previste attività per i più piccoli e non mancheranno i momenti conviviali in un ambiente ‘magico’ e sobrio come quello dell’Oasi, una piccola isola tra mare e laguna del veneziano. La sera del sabato nel prato del villaggio marino che ospita l’iniziativa si terrà la rappresentazione “Rotte intrecciate” a cura dei volontari dell’associazione Migrantes di Chioggia (VE), per raccontare la migrazione dai molteplici punti di vista di chi l’ha vissuta. L’evento si concluderà la domenica con un momento plenario di restituzione e ulteriore confronto con l’obiettivo di costruire insieme le prossime tappe di questo percorso … che non si ferma.

(Mattia De Bei)

Guarda su Facebook le foto dell’edizione 2015

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