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Presentato oggi il Rapporto “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione”

Gruppo CRC

COMUNICATO STAMPA LOMBARDIA
22 febbraio 2022

I dati regione per regione raccontano un Paese che non offre le medesime opportunità
a tutte le persone di minore età. Presentato oggi a Milano il Rapporto CRC
“I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione”

Una vera e propria “lotteria geografica” condiziona il destino e l’attuazione dei diritti dei quasi dieci milioni (9.287.462) di persone di minore età che vivono in Italia: sempre più evidenti le forti diseguaglianze sociali, economiche e culturali che caratterizzano i vari territori. Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) è un network attualmente composto da 100 soggetti del Terzo Settore che da tempo si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ed è coordinato da Save the Children Italia. Il Gruppo CRC pubblica la seconda edizione del Rapporto “I dati regione per regione 2021”, a distanza esatta di tre anni dalla prima. La pubblicazione affianca l’analisi nazionale sviluppata nel Rapporto annuale di monitoraggio al fine di offrire una fotografia regionale attraverso una serie di indicatori e utili spunti per ulteriori approfondimenti. In particolare, l’obiettivo è quello di sensibilizzare le istituzioni pubbliche circa la necessità di una raccolta puntuale, sistematica e disaggregata di informazioni necessarie a programmare interventi efficaci e sostenibili per bambini, adolescenti e le loro famiglie. Inoltre, è nostra intenzione favorire il dialogo tra i territori, fornendo utili materiali di confronto, anche attraverso l’organizzazione degli incontri regionali che si stanno svolgendo in queste settimane.

La pubblicazione è organizzata in 20 schede regionali che offrono dati sintetici e comparabili relativi alle aree tematiche individuate. Partendo dai contenuti dei rapporti annuali di monitoraggio, sono stati individuati sette raggruppamenti tematici. Per ognuno di essi è stato individuato un set di indicatori che, seppur limitato, anche in considerazione della difficoltà di reperire dati disaggregati per la fascia 0-17 anni a livello regionale, possa rappresentare la condizione dell’infanzia nei diversi territori per le specifiche aree tematiche. La raccolta degli indicatori, per un totale di 164 indicatori, è stata resa possibile anche grazie al supporto di numerosi soggetti istituzionali e non solo, che hanno fornito una serie di dati disaggregati su base regionali ai fini della pubblicazione. In particolare, sono presenti nel Rapporto alcuni dati inediti, forniti da vari enti appositamente ai fini della stesura dello stesso: tra questi, ad esempio, i dati sulle persone di minore età a rischio povertà o esclusione, sulla povertà abitativa, sulle attività culturali, lo sport e la povertà alimentare, i dati relativi alla scuola dell’infanzia e alla sicurezza nelle scuole, i dati sui minorenni vittime di abusi.

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Leggi il programma dell’evento a Milano, organizzato dal CNCA Lombardia


Se ne riporta di seguito una sintesi rispetto a quelli più significativi per la Regione Lombardia.
 

  1. Dati demografici

In Lombardia le persone di minore età sono 1.607.549, il 16,1% della popolazione totale della regione, contro una media nazionale del 15,7%, ma con un trend in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.

Il tasso di natalità (per mille abitanti) è di 6,9, superiore di appena 0,1 alla media nazionale (6,8). La speranza di vita alla nascita è di 81,3 anni (inferiore di 0,7 rispetto alla media nazionale di 82 anni). Le famiglie con 5 o più componenti sono 4,7 su 100, inferiori rispetto alla media italiana del 5,2, mentre i nuclei monogenitoriali sono il 15,4% (inferiori di 2,1 punti rispetto alla media italiana).

2. Risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza

In questa edizione è stata aggiunta un’area sulle risorse dedicate all’infanzia e all’adolescenza che ripropone l’analisi realizzata dal Gruppo CRC e pubblicata a maggio 2021 nel Dossier Risorse Infanzia. Nella consapevolezza che si tratta di dati limitati, che forniscono solo una fotografia parziale, è stato ritenuto importante dare visibilità all’allocazione di adeguate risorse all’infanzia e all’adolescenza in quanto ha un’importanza enorme nel garantire a tutti i bambini e a tutti gli adolescenti l’effettiva attuazione dei diritti.

Si evidenzia, ad esempio che, in Lombardia i fondi del PON scuola pro-capite per popolazione 0-17 ammontano a 68,25 euro, nettamente inferiore rispetto alla media nazionale di 170,16 euro.

3. Povertà materiale ed educativa

Oltre ai dati sulla povertà economica, in questo rapporto sono stati aggiunti nuovi indicatori che consentono una visione più completa del fenomeno della povertà minorile, che è multidimensionale e non può non tenere conto anche della povertà educativa.

In Lombardia la percentuale di minorenni in povertà relativa è del 16,6%, inferiore di 3,8 punti rispetto alla media nazionale, ma superiore rispetto a Piemonte (16,1%), Veneto (13,1%) ed Emilia- Romagna (15,9%), e con una tendenza in aumento di 2,6 punti rispetto al precedente Rapporto.

Significativo anche il dato sulla povertà abitativa: in Lombardia la percentuale di minorenni che vive in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali è dell’11,3% (media nazionale del 12,8%), mentre i minorenni che vivono in situazioni di sovraffollamento abitativo sono il 45,7% superiore di ben 4 punti rispetto alla media nazionale.

I bambini e i ragazzi di 6-17 anni che nel tempo libero hanno l’abitudine alla lettura di libri sono il 58,6%, quota superiore di 6,7 punti rispetto alla media nazionale.

La percentuale di bambini e ragazzi che nel tempo libero praticano sport è del 70,2%, superiore di 10,4 punti rispetto alla media nazionale e con una tendenza in aumento rispetto al precedente Rapporto.

In relazione alla povertà educativa digitale, la percentuale di minorenni tra 6 e 17 anni che non utilizzano Internet è del 13,9%, inferiore di 1,8 rispetto alla media nazionale.

4. Ambiente familiare e misure alternative

Il tasso di affidamenti familiari è di 1,5 ogni mille residenti, in linea alla media italiana di 1,5; così come il tasso per mille residenti di 0-17 anni dei minorenni nei servizi residenziali (1,3) e in aumento dello 0,2 rispetto al precedente Rapporto.

La percentuale di bambini e adolescenti stranieri presenti nei servizi residenziali è del 50,4% (inferiore rispetto alla media nazionale di 54,9%), mentre la percentuale di bambini e adolescenti accolti nei servizi residenziali con disabilità certificata è di 5,8% (0,8% superiore alla media italiana).

Rispetto alle adozioni, le dichiarazioni di adottabilità di minorenni per adozione nazionale sono state 246 (1.237 il totale nazionale), di cui 58 da genitori ignoti (193 il dato nazionale), mentre le domande di disponibilità all’adozione nazionale sono state 901.

Rispetto al tema relativo alle persone di minore età con un genitore detenuto, la percentuale di colloqui con minorenni sul totale dei colloqui è del 13,6% (inferiore alla media nazionale del 20,4%), mentre il numero di istituti penitenziari in cui è presente una ludoteca è di 11 su 19.

5. Educazione, gioco e attività culturali

I dati sull’educazione indicano che la percentuale dei comuni coperti da servizi socioeducativi per la prima infanzia è dell’80,5%, superiore di 20,4 punti rispetto alla media nazionale.

Tra i bambini iscritti alla scuola dell’infanzia, il 58,3% è iscritto alla scuola pubblica e il 41,7% alla scuola privata. Gli anticipatari sono il 2,5%, inferiori di 1,6 rispetto alla media nazionale.

La percentuale di alunni della scuola primaria che usufruiscono del servizio mensa è dell’80,4%, superiore di 24,1 punti rispetto alla media nazionale. La percentuale di classi senza tempo pieno è del 48,19%, inferiore quindi rispetto alla media nazionale del 70,47%.

Uno specifico approfondimento del Rapporto riguarda il diritto all’istruzione per gli alunni con disabilità e per gli alunni stranieri, nella consapevolezza che l’opportunità di frequentare ambienti educativi inclusivi faccia la differenza nei processi di integrazione. Nelle scuole statali sono presenti 45.324 alunni con disabilità, mentre la percentuale di alunni con cittadinanza non italiana presenti sul totale degli ordini è del 15,5%.

La percentuale di persone di 18-24 anni che hanno conseguito la sola licenza media e non sono inseriti in un programma di formazione (Early School Leaver) è del 11,9% (media italiana 13,1%), mentre la percentuale di persone di 15-29 anni che non lavorano e non studiano (Neet) è del 17,4% (media nazionale 23,3%).

Infine, la percentuale di edifici in cui è presente il certificato di agibilità è del 53,6%, superiore rispetto alla media italiana del 39%.

6. Salute e servizi di base

Il tasso di mortalità infantile in Lombardia è del 2,56‰ (media nazionale 2,88‰) e la percentuale di parti cesarei sul totale dei parti è del 23,7 % inferiore di 8 punti rispetto alla media nazionale.

La percentuale di bambini obesi e gravemente obesi è del 4,7%, quota inferiore di 4,7 punti rispetto alla media nazionale e in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.

La mobilità ospedaliera interregionale è di 6,6 rispetto alla media nazionale del 9,4.

Rispetto alle coperture vaccinali: la copertura per il morbillo è del 95,6%, superiore di 0,4 rispetto alla media nazionale e con una tendenza in aumento rispetto al precedente Rapporto.

Passando all’ambiente, e specificatamente alla qualità dell’aria urbana, i livelli di esposizioni della popolazione urbana all’inquinamento atmosferico da particolato PM 2,5 superiore a 10 mcg/m3 è del 97%, superiore di 15,1 rispetto al dato nazionale 81,9%. Infine, la disponibilità di verde urbano è di 27,4, inferiore del 6,4 rispetto alla media nazionale del 33,8.

7. Protezione

In questa ultima sezione sono riportati i dati relativi ai minori stranieri non accompagnati presenti e censiti che in Lombardia sono 732 (Italia 7.802), tendenza in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.

Con riferimento alle persone di minore età in stato di detenzione o misure alternative, nei Servizi residenziali sono presenti 239 minorenni, il 18,2% rispetto al totale nazionale, tendenza in diminuzione rispetto al precedente rapporto.

Per la prima volta quest’anno sono stati poi inseriti i dati forniti dal Ministero dell’Interno rispetto ai minorenni vittime di abuso e di maltrattamento per una serie di reati, che in mancanza di qualsiasi altra informazione relativa al fenomeno della violenza a danno di minorenni, abbiamo ritenuto importante includere, nella consapevolezza che forniscono solo uno sguardo parziale sul fenomeno: i reati per maltrattamento contro familiari e conviventi segnalati nel 2020 sono 3.185, il 14,67% del totale nazionale (21.709).

In Italia permangono ancora numerose e profonde diseguaglianze regionali nell’accesso e nella qualità dei servizi di salute, dei servizi educativi, e nell’incidenza della povertà, che di fatto significa che le persone di minore età hanno differenti opportunità e diritti a seconda di dove nascano e crescono. Si tratta di forte discriminazione su base regionale, che ha un forte impatto sulla vita dei bambini, e che rende indispensabile avviare una programmazione strategica in grado di investire con efficacia sull’infanzia e adolescenza”. Commenta Arianna Saulini, di Save the Children, coordinatrice del Gruppo CRC. “Con questo lavoro le associazioni del Gruppo CRC intendono contribuire e stimolare un processo che porti ad una maggiore conoscenza e consapevolezza della condizioni dell’infanzia nei singoli territori, e conseguentemente superare le disparità che si fanno sempre più acute”. In particolare aggiunge Liviana Marelli, CNCA, “occorre investire maggiormente sulla cura degli ambienti di vita a partire dalla qualità dell’aria che in Lombardia evidenzia dati peggiori rispetto alla media nazionale, così come vanno incrementare le aree verdi che evidenziano una significativa percentuale inferiore rispetto alla media nazionale. Occorre altresì avere cura dei processi di transizione alla vita adulta con  particolare attenzione all’ individuazione di  politiche attive di  contrasto alla condizione di NEET che in Lombardia evidenzia un dato pari al 17,4% e superiore alla media europea (14,2%).

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