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Arte e cultura fattori efficaci per promozione del benessere e coesione sociale

L’arte sociale può essere una risposta politica per redistribuire capacitazioni culturali? Le organizzazioni sociali possono nutrire i processi di immaginazione? Come può un progetto comunitario essere considerato un’opera d’arte? Può l’arte sociale offrire uno spazio dove i conflitti emergano e vengono affrontati?

Jan Vormann dal 2007 ripara i muri disgregati e danneggiati delle città di tutto il mondo (anche la Muraglia cinese) con l’utilizzo di mattoncini lego dando un nuovo volto alle città e promuovendo l’utilizzare di quei mattoncini per “riparare” altre rotture. La possibilità di portare cambiamento in ambienti limitativi, di dare speranza e fare posto alle emozioni implica anche dare valore sociale alle arti, sia per il valore intrinseco (contenuti artistici e culturali), ma anche in quanto valore istituzionale, attivando relazioni nella comunità locale.

Nelle pratiche sociali del CNCA non esiste una definizione univoca o un unico modo di fare/utilizzare l’arte, ma indubbiamente abbiamo sperimentato che è importante che sia radicato nel territorio e risponda a un bisogno/desiderio reale. Ne sono un esempio gli innumerevoli spazi di formazione a linguaggi espressivi e di produzione creativa-sociale, nati in questi anni anche in luoghi di rigenerazione urbana con un deciso imprinting delle organizzazioni del CNCA nei territori.

Comunità più solidali sono anche quelle in cui abbiamo potuto mantenere saldo il connubio arte/cultura/sociale per dare spazi a chi non ha voce. Negli incontri con gli studenti, nelle periferie, nei luoghi dei legami fragili, azioni estetiche, espressive e artistiche rappresentano un motore privilegiato di trasformazione, la promozione del benessere e uno sviluppo sostenibile.

A livello nazionale segnaliamo una esperienza sperimentale come “Cloud. Festival delle giovani generazioni”, realizzata nel 2021 e dedicata alle ragazze e ai ragazzi tra i 13 e i 17 anni. Tre ore e un quarto di diretta in cui hanno preso la parola tantissimi ragazzi di tutta Italia, un’occasione di dialogo concreto tra generazioni diverse per riflettere assieme su questo tempo e sulle nuove sfide che ci riserva. È stata anche lanciata una call – intitolata “Tempo presente” – con la quale si è chiesto di inviare un breve video, di 2 minuti circa, in cui raccontare “una cosa che hai imparato, una cosa che hai capito o una cosa che senti importante o una cosa che ti manca in questo tempo presente.” Il risultato è stato la raccolta di 62 video, che hanno coinvolto 221 ragazze e ragazzi e 25 diverse organizzazioni.

Il tema della capacità creativa e innovativa è stato oggetto anche dell’evento che ogni due anni abbiamo realizzato nella città di Spello. Inoltre, il Cantiere Cultura del CNCA tra i suoi obiettivi ha quelli di: conoscere le esperienze creative nelle nostre organizzazioni (per esempio: laboratori creativi di varie tipologie, organizzazione di eventi culturali, formazione, produzione letteraria o editoriale, produzione musicale, radio web, gestione di spazi culturali, biblioteche, occupazione di spazi autogestiti, gestione di officine, attività di rigenerazione culturale-urbana come giardini condivisi, orti condivisi, ecc.); esplorare il rapporto tra cultura ed economia (economia della cultura), tra attività creativa e attività d’impresa; capire quale è l’impatto culturale del nostro lavoro e il tema dell’alta e bassa intensità delle conoscenze nelle nostre organizzazioni; indagare se le nostre organizzazioni promuovono, producono, esportano prodotti e pratiche creative; capire quale è la portata della produzione culturale del CNCA; familiarizzare iniziative di auto-sostenibilità e sponsorizzazione.

In particolare questa ultima azione è stata portata avanti all’interno del progetto IEA!. D’altronde la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità già nel 2019 e l’Agenda 2030 dell’Onu sostengono l’efficacia delle attività culturali e creative come fattore di promozione del benessere individuale (dalla salute fisica alla soddisfazione per la vita) e della coesione sociale per favorire l’accesso e lo sviluppo di capitale sociale, individuale e di comunità locale. La cultura inoltre in questi anni è divenuta motore per le iniziative delle organizzazioni del CNCA in merito alle politiche abitative e alle convivenze nelle città, per realizzare coprogettazione attivando processi di empowerment dei cittadini, partendo dal basso, in un’ottica circolare, offrendo spazi e tempi a nuove visioni e nuovi paradigmi, per cercare esperienze, soluzioni, spiegazioni.

Come sosteneva Danilo Dolci, nessun vero cambiamento può prescindere dal coinvolgimento e dalla partecipazione diretta degli interessati.  La relazione è uno degli elementi che caratterizza il lavoro sociale e si intreccia con le pratiche artistiche e, come afferma Glissant, le culture si evolvono implicando la Relazione, che si modella dunque sull’«accordo di differenze» (Poetica della relazione, Quodlibet, 2007) e così avvengono gli apprendimenti.

Alessia Pesci, CNCA nazionale

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