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CNCA, Exodus e Saman: ”Tempi certi per i pagamenti della Pubblica Amministrazione al terzo settore”

Non convince l’approccio del Governo sul welfare. Due richieste per non strangolare il non profit e garantire i finanziamenti su minori e dipendenze

Roma – Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Exodus e Saman esprimono la loro netta insoddisfazione per la manovra Finanziaria varata dal Governo e avanzano due proposte ineludibili per la sopravvivenza stessa delle organizzazioni di terzo settore.

La delusione è motivata non solo dal fatto che la gran parte delle richieste avanzate dalla società civile sono state disattese, ma – più radicalmente – dal fatto che l’approccio stesso che guida l’azione dell’esecutivo non appare adeguato alle necessità di riforma del welfare e ai bisogni sociali inevasi.

Il nostro sistema di welfare, infatti, presenta delle criticità che sono appena scalfite dai provvedimenti varati dal Governo: l’entità della spesa sociale resta tra le più basse in Europa; per alcuni settori – famiglia, maternità, disoccupazione e disagio sociale – gli stanziamenti restano risibili; il sistema privilegia troppo i trasferimenti monetari invece degli interventi di cura e accompagnamento delle persone.

In una cornice che va dunque giudicata negativamente, CNCA, Exodus e Saman avanzano due richieste che dovrebbero almeno garantire la sopravvivenza delle organizzazioni di terzo settore e la possibilità di portare avanti interventi di qualità nel campo dei minori e delle dipendenze:

sia inserita in Finanziaria una norma che obblighi la Pubblica Amministrazione (Autonomie locali, Asl, ecc.) a elargire i pagamenti dovuti alle organizzazioni di terzo settore, per i servizi svolti, entro tempi e modalità definite. Non si può riconoscere alle organizzazioni di terzo settore una pari titolarità nello svolgimento delle funzioni pubbliche e, poi, al momento di pagare i servizi, trattarle come meri “fornitori”. Tali ritardi nei pagamenti per servizi già effettuati – ora mediamente di un anno – mettono in ginocchio le organizzazioni del terzo settore;

vengano almeno vincolate le risorse per gli interventi nel settore dei minori e delle dipendenze. Inserire tali risorse nel Fondo nazionale politiche sociali – che poi le Regioni spendono come vogliono –, infatti, significa non avere certezze sulle somme disponibili e dipendere dagli orientamenti variabili degli assessori.

CNCA, Exodus e Saman attendono dal Governo non benemerenze formali, ma decisioni e impegni di spesa precisi che rispondano non a interessi corporativi, ma alle funzioni pubbliche garantite dalle organizzazioni della società civile, ai bisogni delle persone per cui esse operano, alla sopravvivenza stessa dei soggetti del terzo settore.

Roma, 5-11-2007

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