Spin Time, appello per il corteo e l’assemblea nazionale a Roma il 19 e 20 settembre

APPELLO PER IL CORTEO E ASSEMBLEA NAZIONALE
DEL 19 E 20 SETTEMBRE 2026 A ROMA
Dal nuovo modello di Spin Time ad un nuovo modello di città

Nell’ultimo mese Spin Time è diventato il simbolo nazionale del diritto all’abitare, alla città e della lotta alla finanziarizzazione immobiliare. La sua resistenza e soprattutto la solidarietà trasversale che ha generato – dalle realtà territoriali al Terzo Settore, dalle esperienze civiche ai movimenti studenteschi, dalle organizzazioni religiose ai sindacati, fino al mondo accademico e politico – hanno rilanciato il dibattito pubblico sull’abitare e sul futuro delle nostre città, dimostrando che una coalizione plurale può ancora determinare il corso degli eventi.

L’esperienza di Spin Time non deve essere salvata in quanto unicum da preservare, ma perché la salvaguardia di quella comunità e dei diritti inalienabili di centinaia di donne e uomini che stanno lottando da più di 13 anni per il diritto di tuttə a una casa e a un welfare di prossimità possa aprire una breccia nelle politiche urbane, affermando la prevalenza dello spazio pubblico e del diritto all’abitare sulla massimizzazione del profitto che guida il saccheggio delle città da parte dei fondi immobiliari.

Perché Spin Time è un modello replicabile, una via possibile tra il pubblico burocratizzato e il privato speculativo, un motore generativo di nuove prospettive di trasformazione urbana a beneficio di tuttə, in continuità con le esperienze dei “commons” e delle esperienze innovative e mutualistiche presenti in diverse città del paese e dell’Europa.

Con la manifestazione del 19 e l’assemblea del 20 settembre vogliamo costruire una coalizione ampia di reti civiche, movimenti sociali, sindacati, istituzioni locali, organizzazioni religiose e partiti, una vera forza che deve essere mantenuta e ampliata, perché solo un’alleanza trasversale può contrastare la finanziarizzazione delle città e sconfiggere il governo di destra loro alleato. I fondi immobiliari – e Investire SGR in particolare – sono avversari definiti e concreti quanto il Governo Meloni e il suo piano casa.

Ma la crisi dell’abitare non nasce oggi: è il risultato di decenni di politiche che hanno ridotto gli investimenti pubblici e progressivamente delegato al mercato la rigenerazione della città. Il pubblico non solo ha smesso di investire, ma ha finito per considerare la valorizzazione finanziaria come unica soluzione, trasformando il patrimonio pubblico in una enorme processo di privatizzazione sottraendolo alla cittadinanza. Una scarsa lungimiranza che oggi presenta il conto, facendo esplodere contraddizioni che per troppo tempo sono state lasciate irrisolte. Al tempo stesso, la presenza capillare dei fondi immobiliari nelle città italiane, lì dove alcune amministrazioni si rendono subalterne ai loro interessi, rende indispensabile una risposta coordinata a livello nazionale, anche per sostenere il necessario cambiamento di rotta delle stesse politiche delle istituzioni locali.

La manifestazione del 19 vuole essere un corteo animato e unitario che metta al centro una domanda chiara: di chi è la città? Da più territori arriva già da tempo una richiesta di città che vogliamo costruire: una città fondata sulla partecipazione, sui diritti e sulla capacità di produrre comunità. È questa la sfida che vogliamo assumere insieme a tutte le realtà disponibili a sostenerla.

L’assemblea nazionale del 20 settembre sarà l’occasione per organizzarsi collettivamente, per continuare la mobilitazione e rilanciare la campagna politica per il diritto all’abitare e una città inclusiva, accogliente, in cui siano garantiti i diritti di ognuno e di tuttə.

Da una parte la nostra umanità, dall’altra le barbarie.

Adelante!

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