Progetti in corso
Comunità terrestre
Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’Avviso n. 2/2025 per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del D.Lgs. 3 luglio 2017, N. 117 e S.M.I. – anno 2025.
Durata: 18 mesi.
Ente capofila
CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti odv.
Partner
Il progetto coinvolge la rete nazionale del CNCA odv e del CNCA rete, con attività in 19 regioni (esclusa la sola Valle d’Aosta).
Obiettivi
Comunità terrestre nasce per sperimentare pratiche di cura della fragilità, integrando attenzione alle persone con quella all’ambiente, affrontando le sfide delle diseguaglianze sociali congiuntamente a quelle del cambiamento climatico, in modo non solo di promuovere nelle comunità la consapevolezza della stretta interdipendenza tra queste componenti, ma soprattutto di coniugare giustizia sociale e giustizia ambientale. Si prevedono interventi di “cura” a favore di 400 persone in condizioni di difficoltà, con attività in numerosi campi di intervento, come nel contrasto alla povertà energetica e ambientale, nello sviluppo dell’economia sociale e circolare, nel contrasto al lavoro povero e ai processi di marginalizzazione ed esclusione spesso legati a contesti di degrado ambientale/urbanistico. Queste attività si intrecciano con azioni di promozione culturale e sviluppo di forme di cittadinanza e coesione sociale, in grado di rigenerare legami comunitari, responsabilità collettive e capacità locali di cambiamento. Il progetto contribuisce a due obiettivi generali dell’Agenda 2030: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età; promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico.
Muovendo dal concetto di ecologia integrale elaborato da Alexander Langer, il progetto parte dal presupposto che il disinteresse verso le persone escluse e il disinteresse verso l’ambiente siano espressione di uno stesso modello di sfruttamento “incurante”, e che invertirne la rotta richieda un impegno congiunto su entrambi i fronti. Tre sono le direzioni che guidano l’iniziativa:
- integrare l’attenzione alle persone fragili con l’attenzione all’ambiente, superando un approccio settoriale alle marginalità;
- coniugare giustizia sociale e giustizia ambientale, riconoscendo la stretta interdipendenza tra disuguaglianze e crisi climatica;
- promuovere un cambiamento culturale nelle comunità, sviluppandone la capacità di riconoscersi come soggetti competenti e responsabili nell’evoluzione verso un welfare generativo, l’eco social welfare.
L’iniziativa si rivolge in particolare a persone in condizione di indigenza, marginalità e vulnerabilità psico-sociale, oltre a operatori sociali, volontari, amministratori pubblici, referenti di enti del terzo settore e, più in generale, ai cittadini e alle comunità dei territori coinvolti.
Contesto
Le fragilità sociali non sono più leggibili come eccezioni isolate, ma come sintomi strutturali di un modello di relazione tra individuo e contesto che genera insieme esclusione, degrado ambientale e disuguaglianza. In Italia il 10% più ricco della popolazione detiene oltre il 50% della ricchezza nazionale ed è tra i principali responsabili del consumo eccessivo di risorse, mentre il restante 99% subisce le conseguenze di questo squilibrio in termini di povertà, insicurezza abitativa e alimentare e maggiore esposizione agli impatti del cambiamento climatico.
Comunità terrestre nasce dalla consapevolezza, maturata all’interno della rete CNCA e dei suoi partner, che l’impegno solidaristico tradizionalmente orientato alla risposta a singole problematiche debba evolvere verso una lettura sistemica delle interconnessioni tra crisi sociale e crisi ecologica, promuovendo pratiche pilota e sperimentali capaci di andare oltre la mera erogazione di servizi. Il progetto su questo aspetto fa riferimento anche ai risultati del procedente progetto ESC.
Attività
Il progetto si sviluppa attraverso cinque linee di intervento integrate, coordinate da un’azione trasversale di direzione e gestione:
- Indagine conoscitiva, per approfondire, attraverso analisi della letteratura e delle esperienze esistenti, le dinamiche di sfruttamento delle risorse ambientali e sociali e i nessi causali tra fragilità delle persone e cambiamento climatico.
- Sviluppo del sistema nazionale (network socio-politico), per costituire una rete di osservazione e un percorso formativo che elaborino principi di sostenibilità e un sistema di cooperazione a servizio dell’intera rete, con accrescimento della capacità di intervento culturale e politico sul tema al livello nazionale.
- Sviluppo dei sistemi locali, attraverso interventi territoriali di cura delle fragilità, iniziative per la sostenibilità ambientale, percorsi di formazione e la definizione di piani di impegno locale ispirati all’eco social welfare, e un accrescimento della capacità di intervento culturale e politico sul tema nei territori.
- Monitoraggio e valutazione, tramite un sistema digitale e metodologico per la raccolta e l’analisi dei dati, con report periodici che possano aumentare la conoscenza collettiva e la diffusione delle pratiche efficaci.
- Comunicazione e diffusione, con identità grafica, sito web, newsletter, canali social e incontri nazionali dedicati al cambiamento climatico e alla giustizia sociale, per favorire la replicabilità delle esperienze e il mainstreaming delle pratiche nei sistemi di welfare locali e nazionali.
Risultati attesi
Il progetto intende contribuire a:
- Rafforzare la capacità di agency e autodeterminazione delle persone in condizione di fragilità e marginalità, facilitandone l’accesso a risorse, reti di sostegno e opportunità di cambiamento.
- Sviluppare le competenze di operatori e volontari sui temi dell’eco social welfare e dell’integrazione tra giustizia sociale e giustizia ambientale.
- Costituire un network nazionale socio-politico capace di produrre conoscenza condivisa, indicazioni programmatiche e azioni di advocacy verso i decisori pubblici.
- Sperimentare modelli di intervento locali, innovativi e trasferibili, che coniughino cura delle fragilità e sostenibilità ambientale, e azioni di advocacy verso i decisori pubblici locali.
- Rafforzare la capacità di rete e di capacity building del terzo settore, anche attraverso strumenti digitali di cooperazione e condivisione delle risorse.
- Promuovere una maggiore consapevolezza pubblica sull’interdipendenza tra crisi sociale e crisi ambientale, superando letture frammentate del problema.
Il ruolo del CNCA
Il CNCA coordina il progetto a livello nazionale attraverso un comitato di direzione, affiancato da un comitato di gestione del partenariato che coinvolge tutti i partner. Il CNCA assicura la coerenza dell’iniziativa con gli obiettivi del progetto, la pianificazione e il controllo delle attività, il monitoraggio e la valutazione dell’impatto sociale e la diffusione delle pratiche sperimentate, con l’obiettivo di costruire un modello di eco social welfare trasferibile e replicabile nei diversi territori italiani.
Scarica:
– la scheda della proposta
– Il piano finanziario

