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Un video partecipativo per creare vicinanza. L’esperienza di Talità Kum

Talità Kum ha accolto subito l’opportunità, promossa dal CNCA attraverso il progetto “IEA! Inclusione, emancipazione, agency per combattere le disuguaglianze” di coinvolgere mamme e ragazzi del nostro centro nella realizzazione di un video partecipativo. L’arte, nelle sue molteplici forme, consente di raggiungere obiettivi valoriali e psico-educativi con maggiore naturalezza, enfasi, coinvolgimento, entusiasmo contemporaneamente su persone diverse sia per estrazione culturale sia per età.

Ammettiamo che, inizialmente, eravamo in apprensione per la buona riuscita di questo laboratorio poiché non eravamo certi di quale sarebbe stata la risposta dei destinatari che avevamo precedentemente selezionato, rispetto all’impegno richiesto loro per la realizzazione del video. Invece, già dal primo giorno di lavoro e grazie alla bravura dei due registi, Andrea Segre e Davide Crudetti, diretti responsabili e conduttori egregi, le nostre perplessità si sono trasformate in “Bellezza”, assumendo tutti i colori delle emozioni. Grazie alla professionalità ed empatia dei registi infatti, genitori, ragazzi e operatori dell’associazione, insieme, hanno condiviso un’esperienza che li ha coinvolti non solo nell’apprendere tecnicamente l’utilizzo di strumenti come videocamera, microfono e registratore e la capacità di intervistare, ma soprattutto nell’aprire il loro cuore, entrando nelle parti più intime, come la loro casa o la loro stanza o luoghi pieni di significato personale.

I destinatari del laboratorio insieme ai registi sono andati al mare, luogo dove mamma Vita si reca da sola per rilassarsi e lasciarsi tutto dietro solo per un po’, una ricarica per lei necessaria rispetto ai mille problemi della quotidianità. Sono andati nel bar sotto casa di Santi, luogo dove il ragazzo di 14 anni si riempie delle emozioni che riceve dai vecchietti che raccontano le loro storie e i loro episodi coloriti, permettendogli di sognare un mondo migliore, diverso e superare quelle difficoltà familiari che segnano la sua vita. Sono andati a casa di Chiara, una ragazza dolcissima che aspira a diventare parrucchiera e nella sua stanza si esercita da autodidatta con una parrucca, esprimendo la sua creatività. Sono andati a pescare con Antonino, un ragazzo con tanta voglia di fare e lavorare, che trova in questo suo hobby un bel modo per allontanare i dispiaceri e l’ansia di rimanere senza lavoro all’improvviso. Sono andati a casa di due mamme – Ketty e Lucia – per incontrare da un lato i drammi di un marito malato e dall’altra la gestione difficoltosa di una casa e di una famiglia. Insieme a Sofia, una ragazza di 13 anni, hanno condiviso episodi della sua vita più intima, attraverso la lettura di alcune pagine del suo diario. Sono entrati nel mondo di Chiara e Aurora, ancora spensierato e fatto di tanta amicizia, sorrisi e scherzi. Da loro abbiamo imparato, tutti, che di fronte ai problemi, a volte, un po’ di spensieratezza e di leggerezza aiuta a superare e contenere le angosce che la vita ci propone.

Imparare ed essere guidati nella realizzazione di un’intervista o su come fare un’inquadratura o tenere in mano un microfono, non ci ha solo reso partecipi di un’emozione e di un arricchimento delle nostre conoscenze, o magari di realizzare che ci sono una predisposizione e la voglia di trasmettere agli amici le conoscenze acquisite, ma ha permesso qualcosa di più grande e inaspettato che è la “Vicinanza”: alle strade e ai palazzi del quartiere di Librino che, come molte periferie estese in verticale, allontana non solo dal resto della città ma separa le persone stesse che vi abitano, a causa dei suoi viali immensi tra un palazzo e l’altro; ai luoghi che percorriamo ogni giorno con distrazione; alle persone che incrociamo, ma che solitamente non guardiamo o addirittura non salutiamo. Adesso ci guardiamo negli occhi e intorno, sentendoci più presenti, meno piccoli, più uniti, meno soli.

Grazie Andrea e Davide.

Salvatore Grasso, associazione Talità Kum

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