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Accrescere l’empowerment delle persone fragili. Incontro del progetto IEA!

Si è svolto a Milano, il 15 e 16 dicembre scorsi, l’incontro organizzato dal CNCA sui temi del Budget di salute, l’Abitare e l’Arte ed empowerment, come attività finalizzate a promuovere il protagonismo delle persone in difficoltà nell’operare delle scelte per il miglioramento delle proprie condizioni sociali (nelle sue diverse declinazioni), e per assumere un ruolo attivo nella propria comunità sociale.

L’incontro si è aperto con la sessione sul Budget di salute che – introdotta da Hassan Bassi, coordinatore del progetto “IEA! Inclusione, emancipazione, agency per combattere le disuguaglianze” – ha visto come protagonisti la vicepresidente del CNCA Marina Galati, Davide Motto, esperto e referente per la tematica, Paolo Macchia della Rete utenti salute mentale Lombardia e Marco Papa, direttore dell’Area salute e servizi di comunità del Comune di Milano. Il confronto si è concluso con la convinzione che la metodologia del Budget di salute può essere estesa oltre gli ambiti della salute mentale e che la sua efficacia è strettamente legata alla capacità dei servizi del territorio di promuovere una vera integrazione socio-sanitaria, che assicuri pari dignità ai diversi servizi pubblici e del privato sociale coinvolti (nella co-progettazione e nella gestione). Nodo cruciale in questa prospettiva è che vengano salvaguardati e promossi i ruoli da protagonista sia degli operatori-pari – per i quali è necessaria una formalizzazione dei percorsi di formazione e professionalizzazione – sia dei beneficiari diretti.

Nella sessione successiva dedicata agli interventi nell’ambito dell’”abitare”, sono intervenuti Stefano Trovato e Carlo De Angelis come referenti nazionali del CNCA, Chiara Cacciotti, ricercatrice dell’Università di Torino e Valeria Verdolini dell’Associazione cheFare. In questo spazio il confronto si è focalizzato sul diritto all’abitare e sull’abitare come strumento di empowerment, a partire da tre prospettive: le prassi, la politica e l’approccio culturale. Sono tante le organizzazioni aderenti al CNCA che negli ultimi anni hanno sviluppato e accompagnato percorsi di emancipazione di persone vulnerabili attraverso lo “strumento” casa, ricorrendo a diverse modalità e strumenti (housing first, housing led, coabitazione, agenzia per la casa, orientamento all’abitare, appartamenti di “sgancio” per neo maggiorenni), come rilevato da Chiara Cacciotti nella sua ricerca. Ma è l’aspetto politico e culturale che rimane centrale per affrontare un tema che riguarda un bisogno primario come quello dell’alloggio e del ruolo sociale nella comunità di residenza, in cui l’abitare è parte di un processo più ampio di generazione e rigenerazione di spazi e beni comuni.

All’interno del confronto su Arte ed empowerment è stato proiettato in anteprima il docufilm U Zurrìu du Librinu, frutto del laboratorio partecipativo curato dall’associazione Talità Kum di Catania in collaborazione con l’associazione ZaLab. Alla proiezione erano presenti per portare la propria esperienza, due delle protagoniste dell’opera: Chiara Di Prima e Mannino Vita Alfia.

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