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Seconda edizione di Casamondo, un bilancio

Il 5 e 6 ottobre scorso a Trento, all’interno della Settimana dell’accoglienza organizzata dalla Federazione del Trentino e dell’Alto Adige del CNCA, si è svolta in collaborazione con l’associazione trentina ATAS la seconda edizione di “Casamondo”, spazio di riflessione e approfondimento dell’area Mitici del CNCA.

Al centro dell’incontro, che ha visto la partecipazione di circa 80 persone provenienti da tutta Italia ospitate presso Villa S. Ignazio di Trento, la discussione sul ruolo delle operatrici e degli operatori delle migrazioni.

Partendo dalla frase contenuta  nel film “Non ci resta che piangere” con Troisi e Benigni – ”Chi siete, da dove venite, cosa portate… un fiorino” – si è costruito un percorso di riflessione e di produzione di materiale che mettesse al centro il ruolo non solo operativo, ma anche sociale e politico dell’operatore delle migrazioni.

Se il tema del lavoro sociale sarà il focus della prossima Assemblea nazionale del CNCA, a Casamondo abbiamo focalizzato l’attenzione, anche guardando a questo prossimo appuntamento, su come questa figura, quella dell’operatore delle migrazioni, è mutata negli anni.

Chi ha partecipato ha contribuito attivamente a confrontarsi sul piano generazionale, ma anche politico. Ci siamo interrogati  su come  in questo lavoro si possano declinare le tante traiettorie tra l’io e il noi, tra aspettative professionali e attivismo politico, tra conflitto e mediazione territoriale.

Tutto ciò è avvenuto anche grazie al supporto e  il coinvolgimento di persone vicine al CNCA: Azim Koko, mediatore del Centro Astalli di Vicenza, la etnopsichiatra Simona Taliani, Alessandro Metz di Mediterranea, il sindacalista Emilio Quadrelli e Franco Balzi, sindaco di un piccolo paese del Veneto.

Una discussione corale che ha comunque posto ancora più forte la necessità di legami dentro i gruppi operativi, ma anche nelle comunità territoriali, soprattutto oggi che stiamo vivendo un attacco quotidiano ai diritti delle persone, immigrate e non solo.

Come ha detto Simona Taliani in chiusura delle due giornate, è più importante attivarsi che reagire.

Allora abbiamo bisogno di approfondire, di stimolare ancor di più il nostro ruolo di attivatori sociali per connettere tra loro comunità solidali e accoglienti.

Stefano Trovato,
vicepresidente e coordinatore dell’Area Migrazioni, tratta e cooperazione internazionale
del CNCA

CNCA

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