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Terreferme, un libro per raccontare l’esperienza di affido familiare di minorenni migranti soli, famiglie affidatarie e operatori sociali

Comunicato stampa

Terreferme, un libro per raccontare l’esperienza di affido familiare
di minorenni migranti soli, famiglie affidatarie e operatori sociali
Presentato oggi a Roma il volume che raccoglie le storie del progetto Terreferme,
promosso dal CNCA e dall’UNICEF, che in otto anni ha realizzato 160 affidi.
Il testo, realizzato dal CNCA, è stato scritto dai protagonisti stessi
delle esperienze di affido

16 giugno 2026

Quando una relazione può cambiare un destino? Quando una casa diventa un approdo? Quando accogliere significa creare possibilità? Da queste domande è partito “Il fattore umano”, l’incontro promosso oggi a Roma dall’Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale e dal CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti per presentare Terreferme. Famiglie che accolgono, approdi che curano, il libro – realizzato dal CNCA, con la prefazione del registra Matteo Garrone – che raccoglie esperienze, storie e pratiche nate nei percorsi di accoglienza familiare e comunitaria di minorenni migranti soli attivati dal progetto Terreferme.

Il progetto è nato dalla collaborazione tra UNICEF e CNCA come esperienza di affido familiare per ragazzi e ragazze migranti soli e ha sperimentato forme di accoglienza fondate sulla relazione e sulla costruzione di legami. In otto anni, l’iniziativa ha reso possibili 160 affidi. Il volume restituisce uno sguardo concreto su cosa significa costruire relazioni di cura, appartenenza e futuro. Un racconto corale in cui prendono la parola famiglie affidatarie, ragazzi e ragazze in affido, operatori e operatrici e comunità: persone che hanno scelto di condividere un tratto di strada e che, attraverso l’incontro, hanno costruito nuove possibilità. Gli operatori  e le operatrici che hanno ideato il libro hanno scelto consapevolmente di non produrre un manuale o un prontuario tecnico per “addetti ai lavori”, ma di raccogliere – attraverso le narrazioni – gli sguardi, le parole e le esperienze dei protagonisti del progetto. Una scrittura collettiva, generosa, autentica a cui hanno partecipato: Giovanna Barilli, Barbara Bussotti, Tindara Maria Rita Ceraolo, Marialuisa Coi, Mohamed Darwish, Mattia De Bei, Gianni Fioschini, Fulvio Gombos, Liviana Marelli, Marianna Nardulli, Stefano Salterio, Alessandra Solci, Emilia Ropa, Emanuele Vecchio, Francesca Zappalà, con il coordinamento editoriale di Mimma Scigliano.

“Otto anni fa immaginare l’affido per i minorenni migranti soli era un sogno, così rivoluzionario da sembrare un miraggio”, dichiara Liviana Marelli, coordinatrice dell’Area Nuove generazioni e famiglie del CNCA. “Come la Terraferma dopo tanto mare. Costruire un modello di affido che facesse incontrare ragazzi e ragazze accolti nelle comunità in Sicilia con famiglie disponibili in Lombardia e in Veneto sembrava, allora, ancora più difficile. Oggi abbiamo la gioia, la gratitudine e anche la commozione di raccontare alcune di queste storie: incontri che hanno dato vita a legami profondi e nutrienti. Ci abbiamo creduto, ostinatamente e insieme: ragazzi e ragazze, famiglie e operatori.”

Terreferme è oggi un’esperienza che unisce dieci regioni, operatori e operatrici del CNCA di tanti territori, famiglie tra le più varie e speciali e ragazzi e ragazze che, sognando la terraferma, hanno trovato Terreferme. Grazie a questo progetto il CNCA ha elaborato una metodologia di lavoro consolidata ed efficace per l’affido delle persone minorenni migranti sole, che ispira oggi altre iniziative progettuali e che si basa su alcuni punti chiave:
– un rapporto stretto con gli enti locali;
– équipe multidisciplinari – con competenze di intervento sociale, psicologiche, educativo-pedagogiche – che sono in grado di sostenere al meglio ragazzi/e e famiglie affidatarie;
– un’educatrice o un educatore reperibile H24 a cui le famiglie affidatarie possono rivolgersi in caso di necessità;
– l’attivazione di reti di famiglie locali a cui partecipano non solo le famiglie affidatarie, ma anche singoli o famiglie interessati all’affido, aggregazioni che offrono confronto, supporto, convivialità.

“Questo libro in primis raccoglie storie”, conclude Marelli. “Storie di mare attraversato e di terre trovate, di paure e di fiducia, di incontri che hanno cambiato il cammino di molti. Le affidiamo a chi legge perché possano continuare a viaggiare, generare domande, aprire possibilità. Perché a volte basta una storia per avvicinare mondi lontani. Perché ogni storia condivisa può diventare un ponte. E ogni ponte può condurre qualcuno verso una nuova Terraferma e scoprire che la Terraferma, in fondo, possiamo costruirla insieme.”

Scarica il pdf del libro

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