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Progetti in corso

SPADA.
Spazi da abitare

Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’Avviso n. 2/2025 per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del D.Lgs. 3 luglio 2017, N. 117 e S.M.I.- anno 2025.

Durata: 18 mesi.

Ente capofila
CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti.

Partner
Il progetto coinvolge una rete nazionale composta dal CNCA, da Agevolando APS e da numerosi enti del terzo settore aderenti alla rete associativa CNCA, presenti in quasi tutto il territorio nazionale (19 regioni). Le attività saranno realizzate attraverso il coinvolgimento dei CNCA regionali, delle organizzazioni partner e di una rete di soggetti pubblici e privati impegnati sui temi dell’abitare, della rigenerazione urbana e dell’inclusione sociale. 

Obiettivi
SPADA nasce per promuovere il diritto all’abitare come elemento fondamentale di inclusione sociale e di cittadinanza. Il progetto contribuisce a tre obiettivi generali dell’Agenda 2030: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili; ridurre le ineguaglianze; porre fine ad ogni forma di povertà.

Per farlo, SPADA affronta le difficoltà che molte persone in condizione di vulnerabilità incontrano nell’accesso a soluzioni abitative dignitose, stabili e autonome, proponendo una visione dell’abitare che non si limita alla disponibilità di una casa. Tre sono gli obiettivi specifici che guidano il progetto:

  • riconoscere il territorio come spazio di vita, relazione e responsabilità collettiva, superando un’idea dell’abitare ridotta alla sola disponibilità di un alloggio;
  • rafforzare la coesione sociale, valorizzando le fragilità come risorsa per la comunità attraverso forme di reciprocità attiva, mutualismo ed esperienze di rigenerazione urbana;
  • costruire un modello di abitare realmente emancipativo, capace di coniugare inclusione abitativa, rigenerazione urbana e coesione sociale in un impatto duraturo nel tempo.

L’iniziativa si rivolge in particolare a giovani care leavers, neomaggiorenni migranti in uscita da percorsi di accoglienza, persone con disabilità, donne vittime di violenza, persone LGBTQIA+, persone con problemi di dipendenza o salute mentale, nuclei mamma-bambino in uscita da percorsi di accoglienza o protezione, minorenni fuori famiglia, autori di reato o neomaggiorenni in uscita da percorsi residenziali, persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, genitori separati, studenti e giovani in fase di svincolo dalla famiglia di origine, nuclei familiari fragili e, più in generale, a tutte le persone che sperimentano ostacoli strutturali nell’accesso alla casa.

Accanto al sostegno diretto ai percorsi abitativi, SPADA intende rafforzare la capacità dei territori di costruire comunità inclusive, promuovendo pratiche di rigenerazione urbana, cura dei beni comuni, partecipazione civica e sviluppo di reti locali capaci di contrastare povertà e disuguaglianze.

Contesto
L’accesso alla casa rappresenta oggi una delle principali cause di esclusione sociale in Italia, dove l’edilizia residenziale pubblica copre appena il 2,6% dello stock abitativo a fronte di oltre 300.000 domande inevase. La crescita dei canoni, la discriminazione nel mercato immobiliare e la frammentazione delle politiche abitative colpiscono soprattutto chi esce da percorsi di accoglienza o protezione, chi ha risorse economiche limitate o vive condizioni di vulnerabilità sociale — aggravate spesso da scarse competenze abitative, isolamento relazionale e reti territoriali deboli.

SPADA nasce dall’esperienza maturata dal CNCA sul tema dell’abitare sociale, attraverso il ciclo di seminari “Home Sweet Home”, il progetto “IEA! Inclusione, emancipazione e agency per combattere le diseguaglianze” e il Social Forum sull’Abitare: un patrimonio di competenze e relazioni oggi messo a sistema in una proposta nazionale.

Attività
Il progetto si sviluppa attraverso sei linee di intervento integrate.

  • Mappatura e ricerca, per analizzare i bisogni abitativi, le risorse presenti nei territori e le esperienze innovative di abitare sociale.
  • Formazione, rivolta a operatori, volontari e stakeholder, per rafforzare competenze e strumenti nell’ambito dell’inclusione abitativa e della progettazione partecipata.
  • Laboratori territoriali e percorsi di accompagnamento, attraverso esperienze di coabitazione, tutoraggio, cittadinanza attiva, rigenerazione di spazi pubblici e sostegno ai percorsi di autonomia abitativa.
  • Sensibilizzazione e advocacy, mediante una campagna nazionale sul diritto all’abitare, la costruzione di un manifesto programmatico e iniziative di confronto con istituzioni e decisori politici.
  • Monitoraggio e valutazione dell’impatto sociale, finalizzati a misurare i cambiamenti prodotti sulle persone, sulle comunità e sulle politiche.
  • Comunicazione e diffusione, per valorizzare le esperienze realizzate, promuovere modelli replicabili e rafforzare il dibattito pubblico sul diritto all’abitare.

Risultati attesi
Il progetto intende contribuire a:

  • Migliorare l’accesso a percorsi di autonomia abitativa per le persone in condizione di vulnerabilità, rafforzandone le competenze e i legami con la comunità;
  • Rafforzare le competenze di operatori, volontari e stakeholder territoriali sui temi dell’inclusione abitativa e della progettazione partecipata;
  • Sviluppare reti territoriali capaci di integrare inclusione abitativa, rigenerazione urbana e partecipazione comunitaria;
  • Rafforzare il ruolo degli attori istituzionali e sociali (enti locali, ETS, mondo della ricerca) nell’orientare le politiche abitative, attraverso azioni di advocacy;
  • Promuovere una maggiore consapevolezza pubblica sul diritto all’abitare e sulle disuguaglianze abitative, contrastando stereotipi e narrazioni polarizzate;
  • Elaborare strumenti, conoscenze e proposte di policy utili a orientare le future politiche pubbliche nazionali e locali, con modelli replicabili anche oltre la durata del progetto.

Il ruolo del CNCA
Il CNCA coordina il progetto a livello nazionale, assicurando la governance complessiva delle attività, il coinvolgimento della rete territoriale, il monitoraggio e la valutazione dell’impatto sociale. Inoltre promuove il percorso di ricerca, coordina le attività formative e di advocacy e sostiene la diffusione delle pratiche innovative sviluppate dai partner, con l’obiettivo di costruire modelli di abitare inclusivo trasferibili e replicabili nei diversi territori italiani. 

Riferimenti CNCA
Il progetto ha come referenza politica per il CNCA il vicepresidente Stefano Trovato, per il coordinamento Hassan Bassi.

Scarica:
la scheda di progetto (Modello D)
il piano economico finanziario (Modello E)

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